Inserito da: isole | Novembre 23, 2008

Terremoto!

 

terremoto23 novembre 1980 – 19:30 circa. Domenica (come oggi)

Baia (Napoli), nella stanza di Nunzio

 

“Oh, ma sto vinello a pranzo… niente male, eh?” – “però… mi gira un po’ la testa…”

La luce è bassa.

Sono seduto davanti ad un tavolo. Ho gli occhi incollati sul bottiglione di coca cola che è davanti a me. Sono un po’… “distratto”.

Osservo sulla bottiglia, senza alcuna ragione precisa, quel sottile confine che divide il liquido nero dall’aria all’interno della bottiglia.

E’ immobile.

 Poi lentamente le bollicine cominciano ad aumentare sempre di più, aumenta la schiuma marroncina, e non so perché.

Nunzio, Antonio e Davide sono alle mie spalle, ascoltano le note di Starway to heaven dei Led Zeppelin che si diffondono nella stanza. Improvvisamente un rumore cupo arriva diritto nella nostra testa dal profondo, profondissimo, forse dal centro della terra.

Una vibrazione sussultoria incontra prima i miei piedi e poi il resto del mio corpo.

Mi volto di scatto e i miei occhi incontrano quelli degli altri che sono sbarrati.

La stanza di Nunzio, stretta e lunga ha sulla parete destra un grosso armadio con la sua collezione di lattine impilate l’una sull’altra. Cominciano a vibrare anche loro e a cadere mentre il lampadario ondeggia paurosamente.

Siamo attoniti, non parliamo mentre il rumore diventa assordante. Forse aspettiamo che la terra si apra la terra sotto di noi.

Improvvisamente si apre la porta della stanza, è il padre di Nunzio che urlando recita quella parola che non abbiamo il coraggio di pronunciare, forse neanche di pensare:

“TERREMOTOOOO”

Corriamo giù per gli enormi scaloni della vecchia palazzina, ogni gradino ci viene incontro e mi sembra di correre su una discesa.

Usciamo fuori, nel cortile e quegli interminabili secondi sembra siano finiti.

Ascolto un unico, terrificante suono, quello di un milione di sirene di allarmi che stridono in contemporanea. Il mare di fronte a me è calmo, liscio come l’olio, niente altro.

Dopo qualche minuto, tutto ritorna silenzioso, immobile.

C’è un’impercettibile odore nell’aria fresca e umida. Non so riconoscerlo.

Non so nulla di ciò che è successo oltre la percezione dei miei sensi. Nulla.

Ma ascolto l’eco sordo di una sola, interminabile parola: TERREMOTO! 


Risposte

  1. Ciao.
    Ho letto il tuo commento da me e penso che ci penserò a lungo a quello che hai scritto.
    Perché credo tu abbia maledettamente ragione e questa verità assordante forse io cercavo di tenerla nascosta. a me stessa.
    Quindi sono venuta qua e ho letto questo post sul terremoto. Drammaticamente bello. Ora credo che dovrò trovare il tempo per leggere anche qualche altro post. E’ necessario.
    un saluto

  2. Grazie,
    lo spero.
    Un saluto dalle terre del Mare anche a Te.

  3. e io dov’ero? com’è che non mi sono accorta di nulla? sarà perchè non leggo i giornali.. un’abbraccio forte

  4. ….non c’eri…


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