Ho bisogno di tornare sulla stessa spiaggia, o su una spiaggia qualunque di un mare qualunque.
Le spiagge sono del Mare che ne decide il destino.
Io sono sabbia, vi cammino aspettando stupidamente che le mie orme restino lì per sempre…
Cerco come tartaruga antica quel nido che in una notte di luna piena ha partorito l’emozione profonda
ne ha rinchiuso il ricordo in un angolo compresso di un cuore
Ho perso la chiave,
cammino su questa o su qualunque spiaggia di questo grande, unico Mare seguendo un richiamo antico,
cerco la chiave…
Sono su un confine sottile, quello tra l’incoerente sabbia e l’avvolgente Mare,
tra pace ed emozione,
e mi fa paura,
ma è lì che torno aspettando l’onda,
quella che mi travolgerà dentro quell’ emozione.
Guardo a terra orme effimere
spariscono come il presente
e ascolto il Mare…

C’è chi il mare ce l’ha nelle vene.
Sangue che scorre a volte calmo e a volte irruento.
Ti lascio un saluto